RICONOSCIMENTO COPRIWATER

Qual’è oggi la migliore rubinetteria che rappresenti qualità e innovazione del Made in Italy? SintesiBagno® sceglie e consiglia Signorini Rubinetterie

rubinetterie-signorini-la-manifattura-artigiana-si-trasforma-si-trasforma-nella-qualita-industriale-di-una-grande-aziendaDal 1923… la perfezione della manifattura artigiana si trasforma nella qualità industriale di una grande azienda, raggiungendo un punto di equilibrio nel rapporto qualità/prezzo oggi introvabile in ogni altra azienda europea.

Il 21 febbraio 1923 davanti al notaio fiorentino Gargani si presentarono Manuel Izquierdo e Pietro Signorini per costituire la Società in nome collettivo Izquierdo e Signorini. Scopo sociale la produzione e la vendita di “Rubinetterie varie per impianti idraulici termici di tipo sanitario e simili”. Quando negli anni trenta una nuova espansione urbanistica portò automaticamente ad una nuova impennata della domanda di impianti sanitari l’azienda si fece trovare pronta. Con un nuovo nome, S.P.E.C. Signorini Pietro & C. rinnovò il proprio catalogo, eliminando articoli obsoleti a favore di gruppi sanitari per vasca e lavabi, per bidet e WC.

Con l’ingresso dei figli nel 1930 fu costruita anche una nuova fabbrica, una struttura moderna dove i prodotti divennero più competitivi nella forma, nelle funzioni, nella tecnologia.

Anche le difficoltà vissute durante la seconda guerra mondiale furono prontamente superate negli anni della ricostruzione, tanto che nel 1949 la snc venne sciolta a favore della SpA Pietro Signorini & Figli, che iniziò una forte opera di rinnovamento proseguita ininterrottaneamente negli anni.

Nel ’55 Pietro, il fondatore, venne a mancare, ma i figli Vezio e Adolfo dettero un nuovo impulso all’attività a cominciare dalla costruzione di una nuova fabbrica, grande, moderna, di nuovissima concezione con mensa, servizi, parcheggi, aree produttive dedicate, magazzini, logistica, nuove tecnologie e, di conseguenza, nuova qualità nei prodotti. L’espansione e la ricerca della qualità totale continuò negli anni ‘60 e ‘70 attraverso innovazioni procedurali, tecnologiche e strategiche e l’azienda si affermò sui mercati in rapida espansione introducendo gradualmente design, tecnologie alternative e nuovi materiali per rispondere ad un mercato in profondo cambiamento, ad una mutata concezione del bagno e alla comparsa di un consumatore consapevole ed esigente.

Con gli anni 80 e 90, quando il bagno da servizio diventa luogo di culto e il rubinetto si afferma definitivamente come oggetto di arredo e di tendenza, la produzione si modifica per far spazio a lavorazioni coerenti con i nuovi stili di vita e di consumo. Design, tecnologia, ricerca, sperimentazione sono implementati al massimo per offrire un prodotto originale, ben costruito, resistente, capace di rispondere ancora una volta alle richieste del mercato.

rubinetterie-signorini-la-migliore-rubinetteria-che-rappresenti-qualita-e-innovazione-del-made-in-italyRinnovata nel 2006 la fabbrica gestisce internamente l’intero ciclo produttivo affermando l’importanza nel mondo del Made in Italy. E oggi, alla guida di questa azienda intuitiva e flessibile c’è Mauro Del Conte, nipote di Vezio Signorini. Entrato in Società nel 1980, ha raccolto il testimone di Pietro e porta avanti con passione quel sogno iniziato ottantasei anni fa.

La comparsa di un nuovo modo di concepire l’Azienda non significa attuare un superamento di ciò che prima è esistito: è un frammento fondamentale di una verità industriale precedente che persiste sin dal 1923 e che deve comunicare parallelamente con un’altra verità industriale in fieri. C’è quindi, come ha ben descritto Vittorio Gregotti, una quota di eternità che si rinnova. Le tele di Hopper non sono un progresso rispetto alla pittura di Rembrandt – anche se implicitamente ne tengono conto – , bensì propongono un nuovo linguaggio, una nuova significazione visiva e argomentativa al mondo e, inevitabilmente, un nuovo paradigma critico che – questo sì – porta un diverso e aggiornato giudizio sulle esperienze estetiche precedenti veicolate dalla pittura europea sin dal XVI secolo.

Così come per le arti figurative, anche per la realtà industriale della Pietro Signorini e Figli Spa la memoria è attrice fondamentale della storia dell’Azienda, inevitabilmente, ma il futuro o la tracotanza di adire al futuro impongono che si manifesti una capacità critica nei confronti del passato, del trascorso. Un nuovo paradigma del futuro dà un’aggiornata e compiuta lettura anche della propria storia. Esiste l’esigenza di contemplare e, conseguentemente, impostare una posteriorità che si rinnovi attraverso il passato, considerandolo, ma portando a compimento anche altre strategie, altri indirizzi di crescita che facciano competere la Pietro Signorini e Figli SpA sui mercati globali e che, di conseguenza, vadano a incrementare per dimensione e capitalizzazione l’Azienda stessa.

Per fare questo i parametri standard di una corretta gestione industriale devono svilupparsi parallelamente ad altri concetti; in modo particolare la volontà di adire al futuro obbliga inderogabilmente a far diventare la cultura industriale di un’azienda un mezzo efficace in grado di sostanziare un percorso di crescita culturale tout court.

rubinetteterie-miglior-rapporto-qualita-prezzoOggi, gli oggetti tecnici assumono una pregnanza formale legittimata non solo dalle regole del mercato ma anche dalle dinamiche culturali che in essi possono riflettersi. La semplice funzionalità degli strumenti quotidiani non è più sufficiente a garantire l’efficacia economica e la soddisfazione sensoriale delle varie soggettività coinvolte nell’economia di mercato.

Tra arte e industria tra tecnica e forma c’è continua tensione; tra queste due polarità fondative esiste la volontà di una continua ricerca, di un equilibrio fra questi due concetti; da ciò si origina la capacità di trasformare un senso in forma, qui sta la nostra ricchezza industriale, qui risiede l’eccellenza che la Pietro Signorini e Figli SpA vuole portare a compimento.

Tutto ciò venne per la prima volta sperimentato (esigenza estetica ed esigenze di prodotto) dal Department of Industrial Design del MOMA , diretto da Edmund Kauffmann attraverso una serie di mostre intitolate Good Design tra il 1950 e il 1955: si puntò a sottolineare il valore della forma, nel tentativo di educare alla modernità.
Altro esempio è dato dalla IBM- International Business Machine – con Eliot Noyse e Paul Rand come Graphics Coordinator: la great society americana rinnovò completamente la corporate identity e approfondì un nuovo approccio dei propri modelli di produzione che sfociarono nella macchina da scrivere Select del 1961; un nuovo prodotto pensato e agito tecnicamente ed esteticamente, un prodotto attento alla comunicazione dell’eccellenza industriale insieme all’eccellenza tecnica.
Come si evidenzia dalle parole testé citate, l’idea che il Bello possa essere progettato, che possa essere progettato un Bello funzionale porta inevitabilmente il discorso a sfociare verso un’idea diversa d’industria. Le esigenze gestionali di un’azienda subiscono quindi uno spostamento semantico fondamentale: la crescita di una realtà produttiva non può più basarsi esclusivamente sui classici parametri economico-finanziari. Esiste e si manifesta la volontà di trasportare nel vocabolario operativo di un’industria alcuni lemmi e concetti che fanno parte di un
retaggio culturale diverso, proprio delle scienze umanistiche.

Con l’età dell’Industria il problema estetico, la Bellezza, venne declinato in un’idea di progetto che contenesse in sé una vigorosa dialettica tra funzionalità produttiva e arte, quest’ultima chiamata a farsi carico del progetto industriale e a rendere operativo il linguaggio estetico all’inizio dell’era della riproducibilità tacnica. “L’oggetto, divenuto prodotto industriale e destinato ad una fruizione di massa, […], acquistò dignità […]; la bellezza fu evocata [attraverso] una particolare determinazione del funzionamento e dell’utilità, intesi come criteri di diffusione commerciale” [M. Vitta]. Bello divenne la forma delle cose. La Bellezza incarnata nei prodotti di massa dovette cercare di emergere anche come prodotto estetico e non solo come realtà ingegneristicamente funzionale.
Come ha ribadito più volte Maurizio Vitta in una sua monografia, si arrivò all’intervento dell’arte nell’industria: si doveva educare il gusto della massa senza tagliare i legami con i rigidi schemi della produzione industriale. LaBellezza divenne quindi consuetudine. Immersa nella realtà industriale del XIX e del XX secolo la Bellezza non tradì la volontà che essa stessa portava con sé: cioè quella di colmare l’abisso creatosi tra ideale e reale. Riscatto estetico che si manifestò in risposta all’omologazione della produzione seriale; tale riscatto estetico divenne poi riscatto sociale, divenne formazione culturale che il design – inteso come progettazione della forma – non tardò a recepire. Design e Bellezza divennero le esperienze quotidiane che parlavano all’uomo in un linguaggio nuovo:
l’esperienza estetica divenne elemento cardine di un nuovo secolo dominato dalla macchina.

Dott. Iacopo Piccinini, Chief Executive Officer

tra arte e industria, tra forma e tecnica

Un buon prodotto deve essere attrattivo, resistente, intelligente. Un buon prodotto deve saper rispondere a molte domande, assolvere a molte funzioni. Deve offrire prestazioni sempre migliori di quelle esistenti, deve sapersi adeguare a esigenze sempre più specifiche. I prodotti Signorini hanno molte risposte da dare anche a domande non ancora formulate. Per chi vuole il meglio sia per la parte di prodotto che si vede, ma anche per la parte che non si vede e che in un rubinetto c’è ed è molto importante.Tutto quello che non si vede dei rubinetti Signorini. Ma c’è.

Diamond

Ispirata alle molteplici sfaccettature del diamante questa serie utilizza tecnologie d’avanguardia che permettono soluzioni innovative.

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Sinox

SINOX è la risposta alla domanda crescente di rubinetteria d’alta qualità in acciaio inox.

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Molte soluzioni per una collezione realizzata nel rispetto delle tradizioni.

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L’azienda dedica una particolare attenzione alle esigenze dei Clienti e disegna docce, miscelatori termostatici, bordi vasca, colli da terra, termo arredi e ogni altro prodotto richiesto da un bagno di alto livello. Anche un semplice soffione doccia porta il segno distintivo della cura artigianale di Signorini.

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